Insonnia
Difficoltà ad addormentarsi, risvegli notturni, sonno che non riposa: un percorso strutturato dedicato al sonno.
Aree cliniche · Ansia
Quando la preoccupazione diventa costante, il corpo resta in allerta e le giornate si organizzano intorno alla paura, l’ansia smette di essere una reazione utile. Un percorso integrato aiuta a capirne le cause e a costruire strumenti concreti.
In breve
L’ansia è una risposta naturale a un pericolo. Diventa un problema clinico quando è sproporzionata, dura nel tempo e limita la vita quotidiana. Tra gli approcci con le evidenze più solide c’è la psicoterapia cognitivo-comportamentale; una valutazione medica permette inoltre di escludere altre cause dei sintomi fisici.
Tutti proviamo ansia prima di un esame o di una decisione importante. Si parla di disturbo d’ansia quando la preoccupazione è intensa, difficile da controllare, si presenta per gran parte dei giorni e porta a evitare situazioni, luoghi o attività. Può accompagnarsi a sintomi fisici molto concreti.
Alcuni di questi sintomi possono avere anche altre cause, per esempio disturbi della tiroide, del ritmo cardiaco o effetti di farmaci e sostanze: per questo la valutazione medica è parte integrante del percorso.
Il primo incontro ricostruisce quando sono comparsi i sintomi, in quali situazioni si presentano, che cosa li peggiora o li allevia e quali tentativi sono già stati fatti. Si considerano le terapie in corso, il consumo di caffeina, alcol o altre sostanze, la qualità del sonno e gli eventuali esami già eseguiti.
Quando utile possono essere proposti questionari standardizzati, che aiutano a descrivere l’intensità dei sintomi e a misurarne nel tempo l’andamento.
L’ansia raramente viaggia da sola: rende più difficile addormentarsi, amplifica la percezione del dolore e può alternarsi a periodi di umore basso. Un approccio integrato tiene conto di questi legami, invece di affrontare ogni disturbo separatamente.
Un dolore al petto intenso, una mancanza di respiro improvvisa o uno svenimento richiedono una valutazione urgente: chiama il 112. Anche se si sospetta un attacco di panico, la prima volta è importante escludere altre cause.
Il percorso
Una telefonata, un messaggio WhatsApp o il modulo online: si concordano sede, giorno e modalità della prima visita.
Storia clinica, terapie in corso, esami già eseguiti e soprattutto come i disturbi incidono sulla vita di tutti i giorni.
Obiettivi chiari e un piano che può integrare interventi medici e psicoterapia, in accordo con il medico curante.
Incontri di verifica per valutare l’andamento e adattare il percorso alle esigenze che cambiano.
Le risposte in breve
L’attacco di panico è un episodio improvviso di paura intensa, con sintomi fisici come palpitazioni, respiro corto, tremori o sensazione di irrealtà, che raggiunge il picco in pochi minuti. Poiché sintomi simili possono avere altre cause, il primo episodio va sempre valutato da un medico.
Per molte persone sì: i colloqui di psicoterapia cognitivo-comportamentale si prestano bene alla videochiamata. La scelta tra presenza e online si valuta insieme, in base alla situazione clinica e alle preferenze.
No. L’indicazione a una terapia farmacologica dipende dal quadro clinico e viene sempre discussa con il paziente. In molti casi il percorso si basa principalmente sulla psicoterapia.
Varia da persona a persona. I percorsi cognitivo-comportamentali per l’ansia sono in genere strutturati e a termine, con obiettivi definiti e verifiche periodiche.
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Dolore che dura da mesi, anche neuropatico: un approccio che considera corpo, terapie e vissuto della persona.
Il primo passo
Per informazioni su visite, sedi e disponibilità puoi telefonare, scrivere su WhatsApp o compilare il modulo di contatto. Ti verrà indicata la modalità più adatta alla tua situazione.