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Dott. Corrado Di CeccoMedico chirurgo · Psicoterapeuta Prenota una visita

Aree cliniche · Insonnia

Insonnia: quando la notte diventa un problema anche di giorno.

Fare fatica ad addormentarsi, svegliarsi spesso o troppo presto, alzarsi stanchi: se succede da settimane, il sonno merita attenzione clinica. Un percorso strutturato aiuta a capire che cosa lo disturba e come intervenire.

  • Difficoltà ad addormentarsi
  • Risvegli notturni
  • Sonno non ristoratore

In breve

Si parla di insonnia cronica quando le difficoltà di sonno si presentano almeno tre notti a settimana per almeno tre mesi e hanno conseguenze durante il giorno. Le linee guida europee indicano la terapia cognitivo-comportamentale per l’insonnia (CBT-I) come trattamento di prima scelta negli adulti.

  • La valutazione cerca le cause: ansia, dolore, farmaci, abitudini, altri disturbi del sonno.
  • Il percorso CBT-I lavora su orari, abitudini, pensieri legati al sonno e tecniche di rilassamento.
  • Gli eventuali farmaci per dormire vengono rivalutati con prudenza e insieme al medico curante.

Che cos’è l’insonnia

L’insonnia non riguarda soltanto le ore dormite. È la percezione di un sonno insufficiente o di cattiva qualità, accompagnata da conseguenze durante il giorno: stanchezza, irritabilità, difficoltà di concentrazione, calo dell’umore. Può presentarsi in tre forme, anche combinate tra loro.

  • Difficoltà di addormentamento: a letto la mente non si spegne e i minuti diventano ore.
  • Risvegli notturni: ci si sveglia più volte e si fatica a riprendere sonno.
  • Risveglio precoce: ci si sveglia molto prima del previsto, senza riuscire a riaddormentarsi.

Le cause più frequenti

Spesso l’insonnia nasce da un periodo di stress e poi si mantiene da sola, perché la preoccupazione di non dormire e le abitudini adottate per compensare finiscono per alimentarla. Altre volte è legata ad ansia o depressione, a dolore cronico, a farmaci, a condizioni mediche o ad altri disturbi del sonno, come le apnee notturne o la sindrome delle gambe senza riposo.

Come si svolge la valutazione

La visita ricostruisce la storia del sonno: orari, abitudini serali, risvegli, sonnellini, consumo di caffeina e alcol, uso di schermi, farmaci assunti. Può essere richiesto di compilare per una o due settimane un diario del sonno, uno strumento semplice che rende visibili schemi altrimenti difficili da notare.

Se emergono segnali di altri disturbi del sonno, per esempio russamento intenso con pause del respiro, può essere indicato un approfondimento specialistico.

La terapia cognitivo-comportamentale per l’insonnia

La CBT-I è un percorso strutturato, di solito di alcune settimane, che combina diverse tecniche:

  • regolarizzazione degli orari e del tempo trascorso a letto;
  • ricondizionamento del letto come luogo del sonno, e non della veglia preoccupata;
  • lavoro sui pensieri e sulle aspettative che alimentano l’ansia da prestazione notturna;
  • tecniche di rilassamento e cura dell’igiene del sonno.

Richiede partecipazione attiva e un po’ di pazienza nelle prime settimane, ma lavora sui meccanismi che mantengono il problema.

E i farmaci per dormire?

I farmaci ipnotici possono avere un ruolo in alcune situazioni e per periodi limitati. Chi li assume da tempo non dovrebbe sospenderli da solo: un’eventuale riduzione va pianificata gradualmente e con il medico, spesso proprio all’interno di un percorso CBT-I.

Il percorso

Come si svolge il percorso

  1. Primo contatto

    Una telefonata, un messaggio WhatsApp o il modulo online: si concordano sede, giorno e modalità della prima visita.

  2. Prima visita

    Storia clinica, terapie in corso, esami già eseguiti e soprattutto come i disturbi incidono sulla vita di tutti i giorni.

  3. Percorso condiviso

    Obiettivi chiari e un piano che può integrare interventi medici e psicoterapia, in accordo con il medico curante.

  4. Controlli nel tempo

    Incontri di verifica per valutare l’andamento e adattare il percorso alle esigenze che cambiano.

Le risposte in breve

Domande frequenti

Dopo quanto tempo l’insonnia si considera cronica?

Quando le difficoltà di sonno compaiono almeno tre notti a settimana, durano da almeno tre mesi e hanno conseguenze sulla giornata, come stanchezza, irritabilità o difficoltà di concentrazione.

La CBT-I si può fare online?

Sì, il percorso si presta bene anche alla modalità a distanza, con il supporto di un diario del sonno da compilare tra un incontro e l’altro.

Prendo un farmaco per dormire da anni: posso smettere?

Non bisogna sospendere da soli un farmaco per il sonno. Se c’è l’indicazione a ridurlo, il piano viene costruito gradualmente insieme al medico che lo ha prescritto.

L’ansia può causare insonnia?

Sì, ed è uno dei legami più frequenti: l’ansia rende difficile addormentarsi e, a sua volta, dormire male aumenta l’ansia. Per questo un percorso efficace considera entrambi gli aspetti.

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