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Dott. Corrado Di CeccoMedico chirurgo · Psicoterapeuta Prenota una visita

Aree cliniche · Dolore cronico

Dolore cronico: un approccio che guarda alla persona, non solo al sintomo.

Quando il dolore dura da mesi, non è più soltanto un segnale d’allarme: diventa una condizione che coinvolge il sonno, l’umore, le relazioni e il lavoro. Per questo merita un percorso altrettanto ampio.

  • Dolore persistente
  • Dolore neuropatico
  • Revisione delle terapie

In breve

Si definisce cronico un dolore che persiste o si ripresenta per più di tre mesi. In Italia la Legge 38/2010 tutela il diritto di accedere alla terapia del dolore. L’approccio integrato combina valutazione medica, revisione delle terapie e strumenti psicologici, perché il dolore è influenzato anche da sonno, stress e umore.

  • La valutazione ricostruisce storia del dolore, esami, terapie provate e impatto sulla vita quotidiana.
  • Il percorso può integrare terapie farmacologiche e non farmacologiche e la psicoterapia.
  • Quando indicata, si può valutare una terapia con cannabis a uso medico.

Quando il dolore diventa cronico

Il dolore acuto protegge: segnala una lesione e si attenua con la guarigione. Il dolore cronico, invece, persiste oltre i tempi attesi e può mantenersi anche quando la causa iniziale si è ridotta, perché il sistema nervoso diventa più sensibile. Tra le forme più frequenti ci sono il mal di schiena cronico, i dolori articolari, le cefalee, la fibromialgia e il dolore neuropatico.

Il dolore neuropatico

Il dolore neuropatico nasce da un danno o da una malattia del sistema nervoso, per esempio nella neuropatia diabetica, dopo un herpes zoster o in seguito a compressioni nervose. Viene spesso descritto come bruciore, scossa, formicolio o ipersensibilità al tocco e richiede terapie specifiche, diverse dai comuni antidolorifici.

Come si svolge la valutazione

  • storia del dolore: quando è iniziato, come si presenta, che cosa lo peggiora o lo allevia;
  • esami e visite già eseguiti, diagnosi ricevute;
  • terapie provate, con i risultati e gli effetti indesiderati;
  • impatto su sonno, umore, attività e lavoro;
  • eventuali scale di misurazione, utili a seguire l’andamento nel tempo.

Il percorso integrato

L’obiettivo realistico, nel dolore cronico, è spesso ridurre l’intensità e soprattutto l’impatto del dolore sulla vita, recuperando attività e qualità del sonno. Il percorso può comprendere:

  • revisione delle terapie in corso, per valutarne efficacia, interazioni ed effetti indesiderati;
  • terapie farmacologiche mirate al tipo di dolore, in accordo con il medico curante e gli specialisti;
  • indicazioni non farmacologiche, come movimento graduale e gestione dell’attività;
  • psicoterapia cognitivo-comportamentale per il dolore, che aiuta a gestire stress, paura del movimento e pensieri che amplificano la sofferenza;
  • valutazione della cannabis a uso medico, quando le terapie convenzionali non hanno dato i risultati attesi.

Dolore, sonno e umore

Chi soffre di dolore cronico dorme spesso male, e il sonno disturbato abbassa la soglia del dolore. Allo stesso modo, ansia e umore basso rendono il dolore più difficile da sopportare. Lavorare su questi aspetti non significa che il dolore sia “psicologico”: significa agire su tutti i fattori che lo influenzano.

Il percorso

Come si svolge il percorso

  1. Primo contatto

    Una telefonata, un messaggio WhatsApp o il modulo online: si concordano sede, giorno e modalità della prima visita.

  2. Prima visita

    Storia clinica, terapie in corso, esami già eseguiti e soprattutto come i disturbi incidono sulla vita di tutti i giorni.

  3. Percorso condiviso

    Obiettivi chiari e un piano che può integrare interventi medici e psicoterapia, in accordo con il medico curante.

  4. Controlli nel tempo

    Incontri di verifica per valutare l’andamento e adattare il percorso alle esigenze che cambiano.

Le risposte in breve

Domande frequenti

Dopo quanto tempo un dolore si considera cronico?

Quando persiste o si ripresenta per più di tre mesi. A quel punto, oltre alla ricerca della causa, diventa importante gestire l’impatto del dolore su sonno, umore e attività quotidiane.

Se mi propongono la psicoterapia vuol dire che il mio dolore non è reale?

No. Il dolore cronico è sempre reale. La psicoterapia cognitivo-comportamentale è uno degli strumenti raccomandati perché aiuta a gestire stress, sonno e paura del movimento, fattori che influenzano l’intensità del dolore.

La cannabis terapeutica è indicata per il dolore cronico?

Secondo la normativa italiana può essere presa in considerazione per il dolore cronico quando le terapie convenzionali non hanno dato i risultati attesi o non sono tollerate. L’indicazione va valutata caso per caso, considerando benefici, rischi e interazioni.

Che documenti devo portare?

Referti, esami di imaging, lettere di altri specialisti e l’elenco dei farmaci assunti, compresi quelli già provati e sospesi, con il motivo della sospensione.

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