Cannabis terapeutica
Quando può essere presa in considerazione, come funziona la prescrizione in Italia e che cosa aspettarsi.
Aree cliniche · Dolore cronico
Quando il dolore dura da mesi, non è più soltanto un segnale d’allarme: diventa una condizione che coinvolge il sonno, l’umore, le relazioni e il lavoro. Per questo merita un percorso altrettanto ampio.
In breve
Si definisce cronico un dolore che persiste o si ripresenta per più di tre mesi. In Italia la Legge 38/2010 tutela il diritto di accedere alla terapia del dolore. L’approccio integrato combina valutazione medica, revisione delle terapie e strumenti psicologici, perché il dolore è influenzato anche da sonno, stress e umore.
Il dolore acuto protegge: segnala una lesione e si attenua con la guarigione. Il dolore cronico, invece, persiste oltre i tempi attesi e può mantenersi anche quando la causa iniziale si è ridotta, perché il sistema nervoso diventa più sensibile. Tra le forme più frequenti ci sono il mal di schiena cronico, i dolori articolari, le cefalee, la fibromialgia e il dolore neuropatico.
Il dolore neuropatico nasce da un danno o da una malattia del sistema nervoso, per esempio nella neuropatia diabetica, dopo un herpes zoster o in seguito a compressioni nervose. Viene spesso descritto come bruciore, scossa, formicolio o ipersensibilità al tocco e richiede terapie specifiche, diverse dai comuni antidolorifici.
L’obiettivo realistico, nel dolore cronico, è spesso ridurre l’intensità e soprattutto l’impatto del dolore sulla vita, recuperando attività e qualità del sonno. Il percorso può comprendere:
Chi soffre di dolore cronico dorme spesso male, e il sonno disturbato abbassa la soglia del dolore. Allo stesso modo, ansia e umore basso rendono il dolore più difficile da sopportare. Lavorare su questi aspetti non significa che il dolore sia “psicologico”: significa agire su tutti i fattori che lo influenzano.
Il percorso
Una telefonata, un messaggio WhatsApp o il modulo online: si concordano sede, giorno e modalità della prima visita.
Storia clinica, terapie in corso, esami già eseguiti e soprattutto come i disturbi incidono sulla vita di tutti i giorni.
Obiettivi chiari e un piano che può integrare interventi medici e psicoterapia, in accordo con il medico curante.
Incontri di verifica per valutare l’andamento e adattare il percorso alle esigenze che cambiano.
Le risposte in breve
Quando persiste o si ripresenta per più di tre mesi. A quel punto, oltre alla ricerca della causa, diventa importante gestire l’impatto del dolore su sonno, umore e attività quotidiane.
No. Il dolore cronico è sempre reale. La psicoterapia cognitivo-comportamentale è uno degli strumenti raccomandati perché aiuta a gestire stress, sonno e paura del movimento, fattori che influenzano l’intensità del dolore.
Secondo la normativa italiana può essere presa in considerazione per il dolore cronico quando le terapie convenzionali non hanno dato i risultati attesi o non sono tollerate. L’indicazione va valutata caso per caso, considerando benefici, rischi e interazioni.
Referti, esami di imaging, lettere di altri specialisti e l’elenco dei farmaci assunti, compresi quelli già provati e sospesi, con il motivo della sospensione.
Approfondisci
Quando può essere presa in considerazione, come funziona la prescrizione in Italia e che cosa aspettarsi.
Difficoltà ad addormentarsi, risvegli notturni, sonno che non riposa: un percorso strutturato dedicato al sonno.
Più diagnosi, più specialisti, terapie che non bastano: una regia unica per rimettere ordine nel percorso di cura.
Il primo passo
Per informazioni su visite, sedi e disponibilità puoi telefonare, scrivere su WhatsApp o compilare il modulo di contatto. Ti verrà indicata la modalità più adatta alla tua situazione.